Vita

Herman Hesse

“Hermann Hesse liked to walk. It was only in the last years of his life that his wife Ninon drove him around. That is why Hesse  has been  often called «the endless walker». In his research, he was ready to go beyond the limits, not only from the physical point of view. Hermann Hesse experienced the pleasure of walking and the joy of discovery wandering about through unknown places, in particular in Italy, during the journeys between 1901 and 1914, sometimes alone, sometimes with Othmar Schoeck, Fritz Brun, Fritz Widmann and Mia Bernoulli. Away from the usual itineraries, he discovered Northern Italy, Tuscany and Umbria. After 1919, Ticino offered him this pleasure, which he described in his book Wanderung [The Wayfarer]. Starting from Montagnola, Hesse used to explore the southern part of Ticino, and the Italian regions nearby. He often took his easel, his palette and a stool and transformed his impressions into sketches and watercolours.” (from Fondazione Herman Hesse Monatagnola).

«Our longing for wandering and for a roaming life is mostly love, eroticism. Half of the romantic side of travelling is nothing else than waiting for the adventure. But for the other half it is an unconscious impulse to change and dissolve the erotic element. We wayfarers are used to  cultivating amorous desires because of their unsatisfiability, and we dispel that love, which would belong to the woman, lavishing it to the village and to the mountain, to the lake and the chasm, to the children on the path, to the ox on the field, to the bird and the butterfly. We free love from the object,  love alone is enough for us; in the same way, we do not seek the aim in our wandering, but only the enjoyment of wandering for itself, to be on our way.»

Herman Hesse

Hermann Hesse, Ticino landscape, 1924

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Cose di questo mondo

Afro & Dadaism

Dada, a prolific and subversive art movement, first emerged in Zurich during the First World War, and then spread to centres such as Berlin, Paris and New York. Through their new works – sound poems, collage, performance – the Dada artists question Western society struggling with the first World War, while appropriating the cultural and artistic forms of non-western cultures such as Africa, Oceania and America

Musee de l’Orangerie

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Sophie Taeuber-Arp, Abstract Motif (masks), 1917, gouache on paper, 34 x 24 cm. Courtesy: Stiftung Arp e.V., Berlin/Rolandseck

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Incontri

Giustizia e non più elemosina

“Giustizia e non più elemosina” chiedono i poveri del sud del mondo, come pure i nostri emarginati e scartati del nord del mondo.

Ma noi rispondiamo con assistenzialismo ed elemosina perché non vogliamo cambiare i nostri stili di vita, i quali sostengono alti tenori di vita e sono una delle cause principali dell’inquinamento del pianeta terra.

Mentre dobbiamo impegnarci tutti, a partire dal quotidiano, a fare qualcosa per poter curare questa casa comune che è madre terra, e per poter custodire i popoli che sono la grande ricchezza e diversità che abbiamo, garantendo un mondo con i colori dell’arcobaleno e non più in bianco e nero.

Si chiama cambiamento a km0, perché parte là dove viviamo, cominciando da nuove pratiche quotidiane: dal consumo responsabile, all’obiettivo rifiuti zero, alla mobilità sostenibile, al recupero della bellezza delle relazioni umane, all’incontro con la diversità degli immigrati, e tanti altri nuovi comportamenti.

Sono nuovi stili di vita che riescono a generare giustizia e pace, superando la stagione dell’assistenzialismo e facendo fiorire la primavera della giustizia.

Crediamoci! È possibile cambiare il mondo mediante i nostri nuovi comportamentiquotidiani che diventano delle gocce di giustizia, capaci di perforare anche la roccia per far entrare il virus della giustizia nella nostra vita quotidiana, in modo da contagiare tutti nell’impegno per una cultura di giustizia e per una economia delle relazioni.

Tutti possiamo diventare una goccia di giustizia che riesce a rigenerare il fiore appassito dalle tante ingiustizie.

Non aspettiamo che anche l’ultimo fiore della vita sia bruciato dalla violenza, ma mettiamo le mani in pasta e i piedi sul cammino per poter generare giustizia, pace e amore fino ai confini del mondo.

Solo in questo modo consegneremo alle nuove generazioni un mondo più giusto e solidale.

Allora, alzandoci al mattino ripetiamo “giustizia e non più elemosina” con i colori dei nuovi stili di vita.

Adriano Sella

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